Illuminazione a parete per colombari: come orientarsi


Quando si realizza o si rinnova una lastra a muro, il tema dell’illuminazione a parete per colombari torna spesso nelle domande delle famiglie. Una piccola luce rende il colombaro più curato, lo rende visibile anche nelle ore serali e diventa un gesto semplice per mantenere vivo il ricordo.

Nel nostro lavoro ci occupiamo dell’insieme esterno: corpo del lumino, eventuale integrazione con il vaso, posizione sulla lastra e predisposizione dei fori. All’interno, la famiglia potrà poi utilizzare il proprio lumino elettrico o collegarsi ai sistemi messi a disposizione dal cimitero, secondo le regole previste. La scelta del “cuore” luminoso può anche arrivare in un secondo momento: l’importante è che la lastra sia progettata fin da subito in modo corretto.

In fase di progetto definiamo quindi la posizione del punto luce e la relativa predisposizione, in modo che il colombaro nasca già pronto ad ospitare l’illuminazione. Le vecchie soluzioni a fiamma libera sono oggi poco utilizzate: i sistemi elettrici risultano più sicuri e più coerenti con i regolamenti cimiteriali.




Vasi, lumini e gestione degli spazi sul colombaro


Un colombaro offre più spazio rispetto a un ossario, ma gli elementi da inserire sono diversi: nomi, date, fotoceramica, vaso, luce e simboli incisi. Senza un disegno preciso il rischio è una lastra affollata, con nomi sacrificati o fotografie strette tra accessori troppo ingombranti.

Il punto di partenza è il vaso portafiori. Per motivi pratici e visivi lo collochiamo quasi sempre nella parte bassa del colombaro. I fiori si sviluppano verso l’alto e non devono coprire le scritte. Sopra il vaso trovano posto i nomi e, se presente, la fotografia.

La luce può essere gestita in due modi principali:

  • Soluzione classica: il lumino è un elemento separato. Lo posizioniamo nella fascia inferiore, in dialogo con il vaso. Può stare sullo stesso lato oppure sul lato opposto, così la base del colombaro occupa due fasce simmetriche: da una parte i fiori, dall’altra la luce.

  • Soluzione integrata: vaso e lumino formano un unico insieme. Il punto luce è inserito nel corpo del vaso, spesso nella parte bassa. In questo modo c’è un solo ingombro e la zona centrale resta più libera per scritte e fotografia.

La fascia inferiore della lastra ospita quindi vaso e luce, che sono gli elementi più “pesanti”. La parte superiore rimane a disposizione per la fotoceramica e per eventuali simboli incisi. La foto può trovarsi sopra il lumino e sembrare idealmente illuminata dalla luce sottostante. Quando si usa una portina luminosa o un piccolo oblò, la si può collocare vicino alla fotografia o in un punto preciso della lastra, studiato per creare un equilibrio visivo senza rubare spazio ai nomi.




Forme, vetri e materiali dei lumini elettrici per colombari


Nell’illuminazione a parete per colombari conta molto anche l’aspetto del corpo illuminante. Il corpo del lumino può avere linee semplici e squadrate, adatte a lastre sobrie, oppure forme più morbide e lavorate. Si possono utilizzare corpi in marmo coordinati con la lastra oppure soluzioni in metallo, più leggere e sottili. Quando vaso e lumino formano un insieme unico, la loro forma definisce subito il carattere di tutta la base del colombaro.

La parte in vetro, che molti chiamano ancora “fiamma”, può avere una forma classica allungata oppure richiamare motivi floreali. Per chi desidera una presenza visiva più ricca esistono vetri e cristalli lavorati, con riflessi più profondi. Per chi preferisce la sobrietà sono disponibili soluzioni essenziali, con superfici lisce e regolari.

Sono possibili anche vetri colorati. In questo caso la tonalità della luce interna diventa importante, perché una lampadina calda o fredda modifica il modo in cui il colore appare dall’esterno. Un’altra opzione è il vetro iridescente, che non punta su un colore unico ma su riflessi cangianti. Il colombaro cambia leggermente aspetto a seconda dell’ora del giorno e dell’angolo di osservazione, senza risultare mai eccessivo.

Quando lo spazio frontale è ridotto, oppure la famiglia desidera un elemento molto discreto, si possono usare piccole portine luminose o oblò. Occupano pochi centimetri, ma permettono alla luce di filtrare in modo ordinato e lasciano più superficie libera per nomi e fotografie.


colombaro milano



Come progettiamo l’illuminazione dei colombari Frigerio 1921


Per noi l’illuminazione a parete per colombari fa parte del progetto fin dall’inizio. Valutiamo le misure reali della lastra, il regolamento del cimitero, il numero di nominativi e la presenza di una o più fotoceramiche. Su questi elementi definiamo la posizione del vaso, il tipo di soluzione luminosa (separata o integrata) e il punto in cui predisporre i fori.

L’obiettivo è un colombaro leggibile e ordinato, facile da gestire anche dopo molti anni. La predisposizione esterna viene studiata in modo neutro: la famiglia potrà poi decidere se utilizzare un proprio lumino elettrico o collegarsi ai sistemi disponibili nel cimitero, senza dover modificare la lastra.

Per le lastre più piccole degli ossari cinerari esiste un approfondimento dedicato all’illuminazione votiva, così chi lo desidera può approfondire anche quel tema in modo mirato. Chi sta pensando di realizzare o aggiornare un colombaro e ha dubbi sull’illuminazione può chiedere un confronto riservato: valutiamo insieme le soluzioni più adatte agli spazi disponibili, alle regole del cimitero e al modo in cui la famiglia desidera mantenere vivo il ricordo dei propri cari.

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